“Indicato dal Pd, ma ora mi sento un civico”
Mangialardi alla presentazione dei candidati di “Marche Coraggiose”. In campo Bravi, Chiarella, Lambiase, Petrelli, Cecchetti e Hoxha.
Francesco Bravi di Cingoli (Associazione Naturalmente); Giovanni Chiarella di San Severino (Articolo 1); Massimo Lambiase di Civitanova (Italia in comune); Cristiana Cecchetti di Civitanova (Articolo 1 – Sardine); Paola Petrelli di Civitanova (Italia in comune); Ariana Kosova Hoxha di Macerata (Comunità albanese): questi i candidati che affronteranno la campagna elettorale per il rinnovo dell’assemblea regionale, a sostegno del candidato governatore di centrosinistra Maurizio Mangialardi. “Marche Coraggiose” è il nome della lista, ieri è stata presentata allo chalet La Contessa di Civitanova alla presenza dello stesso Mangialardi. A comporla tre uomini e tre donne, equilibrio assoluto quindi nella scelta, ogni candidato proviene da esperienze civiche diverse. Hanno introdotto il segretario regionale di Articolo 1 Massimo Montesi e quello provinciale Francesco Borioni, illustrando gli obiettivi e riconoscendo che si avverte il bisogno di cambiare. Volontà ribadita in chiusura da Mangialardi. “Da candidato governatore – ha detto –, non mi sento più del partito che mi ha indicato (il Pd), ma sono anch’io un civico e mio riferimento sarà solo il documento programmatico incentrato sui diritti”. Mangialardi ne cita tre: alla salute, alle infrastrutture e il diritto al cratere di avere un futuro. Quanto alla sanità, ha parlato di un servizio pubblico per tutti a fronte di una sanità privata “da relegare a ruoli che solo la parte pubblica deve decidere”. Una sanità “da riscrivere”, ha precisato, “non perché il passato sia da cancellare ma perché servono correttivi”. Poi le infrastrutture a servizio di una regione che ne è da sempre carente. Mangialardi punta il dito su un’A14 che serve bene le Marche nord ma è disastrosa in quelle sud, “colpa anche di amministrazioni di centrodestra che non hanno voluto la terza corsia”. E all’osservazione che le infrastrutture sono state il tema dominante di tutte le campagne elettorali da cinquant’anni ad oggi, “io so rispettare gli impegni”, taglia netto. Prima di Mangialardi, gli interventi dei candidati. Francesco Bravi punta sul sostegno alle piccole imprese e la tutela di territorio e ambiente; Paola Petrelli porterà la sua esperienza di psicologa come valore aggiunto; Cristiana Cecchetti, invece, passione e grinta sui diritti civili e per evitare una deriva di destra; per Giovanni Chiarella è prioritario rimuovere gli ostacoli che bloccano lo sviluppo; Lambiase, farmacista, chiede una sanità vicina alla gente. Commovente, infine, Ariana Kosova Hoxha, albanese di origine e da 5 anni italiana. Ricorda il doloroso attraversamento dell’Adriatico, nel 2002, le paure e i timori. Poi ha trovato una terra accogliente. Invoca l’integrazione per vivere bene in una nuova patria senza dimenticare le radici.

